BOLOGNA

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Bologna, correvo come il vento

Inseguendo le lezioni

In processioni senza santi

senza preghiere, senza canzoni

ed ogni tanto la croce rossa,

un acuto lungo i viali

canto di guerra, canto di morte,

che domani imbratterà i giornali.

 

Bologna, il lunedì mattina

Usciti dalla stazione

Ci aspettavi col tuo concerto assurdo

Di orchestra senza direzione

E le signore coi loro cani

Mi guardavano senza vedere

Bologna, non sono mai riuscito

A capire

 

Perché tanti si fermano

Trovano nuovi amici

E ci passano il resto

Dei loro giorni infelici

Bologna, non mi spiego ancora

A chi li vai a raccontare

I tuoi guai più segreti

Tu che non hai il mare

 

Ma per cantare

ho rubato

al tempo

il mio grido

di suoni taglienti

 

E per sognare

ho rubato

i giorni alla guerra

contro i potenti

 

Ed oggi che ritorno

Per un giorno

O per un’ora

Mi sbatti in faccia il mondo

Per vedere allora

Con che smorfia incredibile

Sputo ed arriccio il naso

Come un turista stupido

Lasciato lì per caso

A cui un piccione ignaro

Del tempo e della storia

Ha scaricato addosso

Tutta la sua zavorra

Testo e musica di Angelo Casali