Ferrovecchio,
tegami ammaccati
e stracci bucati
vendevi e compravi.
Col tuo carretto
che spingevi a mano,
da un mondo lontano
venivi tu
Il tuo grido stonato
faceva così:
"ferrovecchio, strazul"
Di falsi segreti
vecchi dipinti
libri, spille, anelli finti
vivevi tu.
Dalle finestre
amori e fiori appassiti
e cuori arrugginiti
la gente gettava giù
Il tuo grido stonato
faceva così:
"ferrovecchio, strazul"
La tua casa
nel paese lontano
pensavo da bambino
di che sarà piena?
Di tutte le cose
che un giorno ho gettato
ed oggi di nuovo
vorrei avere qui
Ma il tuo grido stonato
si perde così:
"ferrovecchio, strazul"