IL VENDITORE DI BOLLE DI SAPONE |
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Il venditore di bolle di sapone raccolse un pensiero che cresceva sul prato promise: "pagherò, pagherò, pagherò" aspettando il ventuno poi si addormentò Arrivò il ventuno in ritardo e si scusò la sua voce era un suono di tromba annoiata "capolinea, si scende, si scende, si scende" ma tanto c'è sempre chi non si arrende e crede alla realtà con le strisce sulle autostrade le auto che frenano, le menti occupate le donne che fanno la spesa al mercato e le navi che fumano su di un mare velato e le pareti imbiancate, letti a castello, camicie stirate, cani da guardia che abbaiano sempre trenini a vapore su cui sale la gente Il venditore di bolle di sapone si tolse il cappello malato di vertigini lo lanciò in aria, in aria, in aria e mentre giocava il cappello piangeva è triste la realtà quando l'inverno non sembra più quello la ruggine ricama le lamiere del cancello e di colpo scopri un vuoto mentre apri la porta il custode ha tagliato la magnolia ormai morta Il venditore di bolle di sapone fece un passo, due passi, tre passi verso casa la vide da lontano, color della strada col tetto a bigodini, una sposa trasandata la casa lo attendeva, ma non lo salutò vivevano insieme senza volersi bene salì stanco le scale, le scale, le scale uscì nella sua stanza e chiuse il mondo a chiave. |
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Testo e musica di Angelo Casali |